Non vedo nulla di “agghiacciante” nel cercare di sostituire le sempre più scarse, costose e inquinanti fonti fossili di energia con qualche cosa di più compatibile con l’ambiente (fonti rinnovabili), o con qualche cosa di più sostenibile come il nucleare: non vi è nulla di “antioccidentale” in questo, e nemmeno nulla che possa far levare lo spettro di Lenin, o scomodare a sproposito la teoria del paradigma di Khun. E’ più paradigmatico credere ciecamente in uno sviluppo indefinito e nell’infinitezza delle risorse (magari con l’appoggio di interessi assai più influenti e pericolosi di quelli di un “branco di burocrati”) oppure valutare in maniera negativa l’impatto dell’uomo sul pianeta e cercare da questo punto in avanti di delineare una nuova visione del nostro futuro energetico?
— Corriere della Sera - Non si fanno le pulci a un film divulgativo | Bravo Paolo.
