Mentre pedalo per tornare a casa dal lavoro (e intanto tutti gli altri escono per la loro dose settimanale di divertimento - o di-vertimento) mi coglie alla sprovvista la sensazione di essere uno sfigato. Eccomi qui, mi dico, sto pedalando in bicicletta, io che non ho nemmeno una macchina, non guido da anni, e che se anche l’avessi non saprei come né quando usarla, se non forse per andare a fare la spesa al supermercato o tornare a casa dai miei una volta al mese al massimo senza prendere il treno. In quel momento vorrei vivere in una città come Berlino, dove chi usa la bicicletta usa la bicicletta e basta, senza fare parte di un gruppo di marginali che la usano o perché non hanno alternative o perché vogliono fare loro gli alternativi, una città in cui la bicicletta è quello che è: un mezzo di trasporto. Mentre a Milano è un po’ lo stigma del reietto, tanto che persino i mendicanti ai semafori - acutamente consapevoli delle gerarchie sociali - evitano di chiedere l’elemosina a chi si ferma al rosso. […] Magari hanno le pezze al culo - penso -, ma a certi status symbol non rinunciano.
